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PERSONAGGI ILLUSTRI E FAMOSI

G.C. Aliberti, C. Gancia, G.B. Giuliani, Cavalieri del lavoro

 

San Giacomo

GIANCARLO ALIBERTI (1670 - 1727)

- considerato il massimo pittore astigiano dell'epoca barocca.
Nacque a Canelli il 13 febbraio 1670 e morì ad Asti nel 1727. Fece i primi studi nella città di Asti, probabilmente nella bottega dei pittori monregalesi Fariano. Agli inizi del XVIII secolo si trasferì a Roma dove soggiornò per alcuni anni e si perfezionò. Al suo ritorno ad Asti, nel 1708, sposò la figlia del pittore astigiano Gio. Antonio Laveglia. Con questo matrimonio allacciò rapporti di parentela e di lavoro con molti pittori astigiani (Fariano, Laveglia, Bonzanigo e Pavia). Sue opere si conservano a Canelli, Asti, ed in altri piccoli centri dell'astigiano, ad Alessandria, Casale, Pavia e Chesarco.
Le principali tele conservate in Canelli sono: "La morte di San Giuseppe" e "Limmacolata concezione", ambedue ora nella parrocchiale di San Tommaso. "La madonna del rosario", "La Pentecoste", "Lepifania", "San Rocco tra gli appestati" e "San Giacomo". Morì ad Asti il 2 febbraio 1727. [...approfondimenti...]

   

CARLO GANCIA

- l'inventore del primo spumante italiano.

Nacque a Narzole nel 1829. Attento conoscitore delle esigenze del pubblico e acuto osservatore delle modificazioni dei consumi, Carlo Gancia fu un vero e proprio pioniere: fin dalla prima infanzia sembrò dimostrare una predilizione per i valori che stavano alla base dei vini.

Nel 1865 riuscì a produrre il primo spumante italiano con il Metodo Champenois, oggi denominato Metodo Tradizionale Classico. [...approfondimenti...]

   

Monumento a G.B. Giuliani

GIOVAN BATTISTA GIULIANI (1818 - 1884)
- considerato il più grande studioso di Dante Alighieri dell'800.
Nacque a Canelli il 4 giugno 1818 e morì a Firenze l'11 gennaio 1884. Nel 1828 era insegnante di filosofia nel Collegio Clementino di Roma, dove fu nominato socio dell'Accademia fon­data da Giovanni Pontano e fece conoscen­za col dotto prof. Parchetti che lo av­viò allo studio di Dante. L'amore per questi studi lo assorbì completamen­te, pubblicò moltissimi volumi tra i quali si ricordano:
- il commento a tutte le opere minori di Dante: "Vita nuova", "Canzoniere", "De Vulgari eloquentia" e "De Monarchia"; le "Delizie del parlar toscano" e "Dante spiegato con Dante".
A Firenze resse la catte­dra dantesca dal 1853 fino alla morte. Fu Membro Accademico della Crusca, ottenne la cittadinanza onora­ria di Firenze, la nomina a Cavaliere dell'Ordine civile di Savoia. Venne sepolto a Firenze, nel Cimitero della Misericordia.
A Canelli vi è un monumento, una via (in cui si conserva la casa in cui nacque), ed una scuola a lui intitolate. [...approfondimenti...]

 

CAVALIERI DEL LAVORO

 

ultima modifica: Amministratore 30/05/2013
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