Edifici storici - Comune di Canelli

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EDIFICI STORICI

Castello Gancia, Dimore storiche

 

 

 

CASTELLO GANCIA

Tra il X e l' XI sec. esisteva una vasta rete commerciale facente capo ad Asti.
Per la difesa di una di queste rotte commerciali (forse per volere di Ottone III°) sorse, presumibilmente agli inizi dell'XI sec. un Castrum a Canelli con il compito di salvaguardare le strade che, risalendo la Valle Belbo, conducevano ai porti di Savona e Vado.
Il castello venne edificato sulla sommità del colle detto poi di "Villanuova", dominante l'antica corte ottoniana. Il grande Castrum, verso la fine del XIII° sec., subì profonde trasformazioni: decaddero gli edifici nobiliari che lo caratterizzavano dovuto anche all'estinzione o emigrazione delle famiglie nobili dal Consortile di Canelli.
Verso il 1330, il Castrum fu trasformato in "Villaforte" detta poi "Villanuova" perché da poco tempo l'elemento popolano aveva occupato gli spazi lasciati liberi dai nobili.
Dell'antico complesso rimase, fino al XII° sec., il "palatium veterum" con torre sede del castellano e delle guarnigioni. Le mura del Castrum possedevano due porte: quella di Mezzo, interrata alla fine del XVII° sec. per costruire il sagrato della nuova chiesa di S. Leonardo, e la porta dell'Anitra, sotto il castello verso la vallata opposta. Gli Asinari acquistarono il feudo di Canelli nel 1335 senza modificare il Castello ma i loro successori, gli Scarampi, vi apportarono importanti migliorie ed ammodernamenti tra il XV ed il XVI° sec. di cui rimangono frammenti scultorei ed architettonici.
Il Castello con le fortificazioni, fu in gran parte smantellato nel 1617 per opera degli spagnoli durante la guerra di successione del Monferrato distruggendo ciò che era vanto ed ammirazione dei visitatori.
L'opera di ricostruzione iniziò nel 1626 ripristinando le fortificazioni; il Castello fu riedificato a partire del 1676 per opera degli ultimi marchesi Scarampi Crivelli, anche se in forme ridotte e con carattere di un palazzotto.
Gli interni pare fossero progettati da Amedeo di Castellamonte, architetto ducale. Nel 1706, estinta la famiglia Scarampi-Crivelli, il complesso venne infeudato ai conti Galleani. Nel 1803 fu acquistato dagli Alfieri di Asti, ben inseriti nell'establishment napoleonico.
Le signorie feudali furono abolite dalla Francia rivoluzionaria (1810) ed il Castello fu acquistato dal conte Bellini come privato cittadino, passò poi ai Parone e quindi a Gaspare Sardi e poi ancora all'avv. Vincenzo Bertolini, senatore del Regno i cui eredi lo cedettero al Grande Ufficiale Camillo Gancia che affidò all'arch. Arturo Midana (1929-1930) il restauro e la ristrutturazione dell'edificio. Gli intenti del Midana furono quelli di conferire al Castello lo stile di fine ?600 anche per gli interni, dove un'attenta ricerca d'epoca diede ai locali un'armoniosa varietà di arredi. Le decorazioni del pittore canellese Giovanni Olindo, ed i numerosi stucchi policromi, richiamano la corrente barocca. Esternamente furono aggiunte due ali rendendo più imponente l'edificio. Lesene angolari e mediane rompono la compattezza della costruzione, più semplici sono le fiancate ed i corpi sporgenti.
Le finestre del piano rialzato e quelle del primo piano sono sobriamente fregiate. Sopra il portale, al quale si accede per mezzo di due scale laterali, vi è una balconata la cui porta-finestra campeggia con maggior larghezza di motivi ornamentali. Tra le due rampe di scale, un'apertura porta alla piccola cappella.
Significativa fu anche la sistemazione delle aree circostanti; la creazione del giardino all'italiana riporta il Castello agli splendori del ?600; la portineria ricavata dal terreno scosceso verso la strada ed armoniosamente collegata ad una piccola Cappella preesistente.
Al lato opposto, un vecchio fabbricato, fu adattato dal Midana ad uso autorimessa.
Il Castello, così restaurato, domina tuttora l'abitato dall'alto del colle ed è punto di riferimento panoramico e simbolo di Canelli. Interessante: ambientanzione; interni; grandioso ed elegante atrio con ritmi spaziali che rammentano lo Juvarra.

DIMORE STORICHE

Palazzo Grasso - Stresia (via Roma)
Sede del Circolo G.B. Giuliani. Fatto costruire nella seconda metà del seicento dall' "Illustre Magnifico Signor" Giovanni Battista Grasso, Giudice del Marchesato di Canelli nel 1671, poi podestà di Asti fino al 1685. I suoi eredi nella prima metà del settecento fecero decorare la facciata (che oggi guarda il giardino), imitando il palazzo Crova di Nizza, ricostruito dal Nicolis di Robilant.
Bello il portoncino d'ingresso sotto il portico, con lo stemma di famiglia.
Dai Grasso, il palazzo passò agli Stresia ed infine ai Merlo nel 1813.

Antica casa comunale (oggi Scarazzini - piazza A. d'Aosta)
Già nel medioevo sorgeva sulla piazza del Borgo: al pianterreno ospitava il tribunale, al primo piano il Consiglio Comunale. Fu distrutta nel 1617 assieme al Castello, e l'archivio incendiato.
Ricostruita tra il 1625 e il 1627, ebbe la caratteristica facciata nel 1814. Fu in seguito destinata ad usi privati e pesantemente trasformata all'interno da restauri recenti.

Palazzo Scarampi, poi Palazzo Osasco (via XX Settembre)
L'antico castello medioevale, durato fino al 1627, benché ristrutturato, non doveva essere molto confortevole.
Nel 1613 il Marchese Scarampi Crivelli risiedeva di preferenza nella villa delle Belline, (oggi proprietà Parone) e ancor prima i feudatari di Canelli, detenevano un ampio palazzo sulla Contrada Maestra del Borgo. Tale palazzo, benché molto modificato, esiste ancora e mantiene qualche elemento interessante: in particolare il vasto locale del pianterreno (negozi verdura Molinari, Rosa panetteria,...) di fine ?500 inizi ?600, a volte su agili colonne tuscaniche.
Il locale è molto simile al pianterreno del castello di Mango, degli astigiani marchesi Busca.
Nel cortile si intuisce l'esistenza di un portico tamponato.

Casa Cornaro (piazza Gioberti)
E' forse una delle più belle dimore barocche della piccola nobiltà di provincia.
Appartiene ai Cornaro dall'800. Lo stupendo portale barocco fu parzialmente demolito da un camion in manovra, una decina di anni addietro.
Bellissimo l'atrio e lo scaloncino della zona padronale. Suggestivi i locali rustici del cortile. La casa è in stato di avanzato degrado, ma va conservata ad ogni costo.

Casa Calzato
Uno dei più bei palazzi secenteschi di Canelli, orribilmente deturpato da un finto restauro. In particolare è scomparso il cortile porticato, gli antichi giardini a terrazze in pietra sono stati sbancati e ridotti a garages. Rimangono alcuni bei locali a volta ed il bellissimo prospetto esterno lungo il vicolo dei Piaggi.

Il voltone
Porta d'ingresso del più antico recinto murato (XII sec.) del Borgo, ampliato poi tra il XIII ed il XIV secolo. La struttura conserva ancora le tipologie di una porta-torre romanica. Oggi si presenta potentemente interrata a causa dell'erosione.
Il prospetto sud è stato "restaurato" in modo ridicolo; quello a nord, a dispetto di un "servizio" che vi incombe, si presenta più genuino.
Da qui partiva la via principale di Canelli alto-medioevale, che raggiungeva S. Tommaso proseguendo fino alla via G.B. Giuliani.

Casa Giuliani
Vi nacque l'insigne, dimenticato dantista G.B. Giuliani. La famiglia Giuliani vi risiedeva almeno dal ?500.
E' il risultato di adattamenti ottocenteschi di strutture molto più antiche.

Casa Prato - Via Villanuova (alla sommità, sotto il castello)
Appartenne al nobile Magnifico Signor Gerolamo Prato, gentiluomo astigiano, podestà di Canelli tra il 1580 ed il 1610. Severamente semplice, è l'unica casa canellese ad aver conservato intatti gli antichi soffitti "a travetti" ed i volumi orginari.

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