La Città - Comune di Canelli

Il territorio : La Città - Comune di Canelli

Canelli panorama

 

Canelli panorama invernale

CARATTERISTICHE GENERALI
Il comune di Canelli si trova in Piemonte, nel sud della provincia di Asti. E' situato sul primo aprirsi della valle del torrente Belbo, su una modesta porzione di pianura e due grandi aree collinari (separate dall’asse del Belbo), che rappresentano l’uno le ultime propaggini della collina astigiana di riva destra del Tanaro e l’altra le prime pendici della Langa vera e propria. Oltre il 70% del territorio comunale è sito in collina, con pendenza più morbida verso Nord; più ripida e scoscesa, con frequenti rocche a spacco nella zona meridionale.  L’altitudine massima è di 500 metri s.l.m. circa (frazione Merlini), la minima è di 150 metri s.l.m. circa (pianura lungo il torrente Belbo). Il corso d’acqua di maggior importanza è il Belbo che è caratterizzato da un regime torrentizio che nel passato ha generato frequenti inondazioni.
Gli abitanti di Canelli si chiamano CANELLESI

 

epigrafe plotiae

BREVE STORIA DEL COMUNE

Il territorio di Canelli in epoca preistorica fu sede di numerosi insediamenti dei Liguri Stazielli. In epoca romana si sviluppò un primo centro di una certa importanza, attorniato da numerosi fondi rustici dove già si coltivava la vite. Dopo una lunga decadenza Canelli rifiorì a partire dall’Alto Medio Evo tanto che già nell’anno 961 viene definita con il nome di “città”. Verso la metà del XI secolo vi si installano i discendenti dei Conti di Acqui che ne assumono signoria e predicato. Ramificati in molte linee parentali, danno vita al Consortile di Canelli, comprendente anche numerosi Comuni del Circondario. Nel 1235 i Signori del Consortile si sottomettono alla Repubblica di Asti e Canelli, ininterrottamente sino ad oggi, seguirà le vicende storiche dell’Astesana. Le potenti famiglie astigiane degli Asinari e degli Scarampi ne terranno il Feudo, questi ultimi elevandolo al titolo di Marchesato. Tra XVI^ e XVII^ secolo, Canelli, avamposto e Baluardo contro il Monferrato fu teatro di innumerevoli episodi bellici. Benché già in passato fosse uno dei centri più popolosi ed importanti dell’Astesana, le sue definitive fortune iniziarono alla fine del XVIII^ secolo, quando si sviluppò l’industria Enologica del Moscato d’Asti e dell’Asti Spumante, ancora oggi una delle principali risorse della Città.

Canelli Castello Gancia

 

Cantina ditta Luigi Bosca

 

tartufo bianco Alba

PRINCIPALI ATTRATTIVE TURISTICHE
Il Castello, oggi di proprietà della famiglia Gancia, verso la metà del seicento ha sostituito l’imponente maniero medievale distrutto nel 1617 durante la guerra contro il Monferrato. Di grande interesse le numerose Chiese barocche costruite tra il XVII^ e XVIII^ secolo con l’intervento dei migliori artisti dell’epoca. Le parrocchiali di San Tommaso e San Leonardo si impongono per la qualità degli arredi, mentre le confraternite di San Rocco e dell’Annunziata sono piccoli gioielli architettonici. Splendido il Centro Storico aggrappato alla collina, suddiviso nei due rioni del Borgo e di Villanuova, ricco di scorci e suggestioni antiche. Da Villanuova si dipartono meravigliose strade panoramiche, da cui è possibile godere vedute mozzafiato sull’Astesana verso Nord, sulle Langhe a Sud. L'aspetto più caratteristico che dona a Canelli una originalità, unica in Italia, è anche quello meno visibile: si tratta dell'esteso patrimonio architettonico delle cantine canellesi, vere "cattedrali sotterranee". Queste si snodano sotto tutta la città sprofondandosi per più piani nelle viscere delle colline tufacee, creando ambienti suggestivi, veri capolavori di ingegneria e architettura. Nelle navate delle "cattedrali sotterranee", ad una temperatura costante di 12-14 gradi, affidati alle amorevoli cure di "sacerdoti" che ne conoscono e custodiscono i segreti più reconditi, riposano e invecchiano i più prelibati vini canellesi. 

incapsulatyrice per spumanti

 

macchina enologica

 

ECONOMIA

Canelli... non solo vino. Chi pensa a Canelli pensa al vino, e giustamente è una tradizione antichissima per le colline canellesi. La storia economica dei colli tra Langa e Monferrato procede da secoli con l’evoluzione del mondo del vino. Canelli, sede di storiche aziende vinicole (Gancia, Luigi Bosca, Riccadonna, Tosti-Giovanni Bosca, Contratto, Coppo, Ramazzotti, ect...), ha vissuto negli ultimi cento anni una importante svolta che ha visto la trasformazione del settore enologico piemontese in una vera e propria industria produttiva. Dall’inizio del 1990 la produzione vinicola si caratterizza sempre più per la crescita di una avanzante tecnologia. L’affermazione progressiva di uno sviluppo tecnico che esige macchinari e attrezzature d’avanguardia apre un nuovo momento importante per Canelli. Oltre a nucleo vinicolo trainante, il sud del Piemonte diventa un centro di sviluppo per la produzione di macchine enologiche. A partire dagli anni 1950 iniziano ad affermarsi i primi grandi nomi delle industrie meccaniche rivolte specialmente all’enologia. Si parte con volumi d’affari modesti, con produzioni rivolte a soddisfare il mercato locale, poi le aziende si sviluppano e l’alta tecnologia conquista i mercati internazionali. Oggi il bacino industriale canellese è diventato un punto di riferimento mondiale non solo del settore enologico ma anche dell'enomeccanica: sono attualmente operative una quarantina di aziende che producono un fatturato complessivo di grande rilievo. Autoclavi, nastri trasportatori, sciacquatrici, riempitrici, sistemi di tappatura e chiusura, capsulatrici, gabbiettatrici, etichettatrici, macchine per l'imballaggio partono da Canelli per arrivare negli stabilimenti enologici di tutta Italia e di molti altri paesi come Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, U.S.A., Russia, Australia, Cina.

Canelli panorama

 

vigneti autunnali

 

uva mnoscato bianco di Canelli

 

uva barbera

AGRICOLTURA
Ettari totali del Comune di Canelli: 2.358
Ettari totali della superficie agricola: 1.716
Ettari totali della superficie agricola utilizzata: 1.356
Ettari vitati: 782,51
Ettari a DOC e DOCG: 719,1
Numero aziende agricole: 524
(Dall'indagine MUDA 2008 con dati statistici relativi all'anno 2000)
Produzione media annua di vino in ettolitri: 100.000 (centomila)
Tipologia di coltivazione della vite ed origine della coltivazione stessa:
La coltura della vite era già largamente diffusa a Canelli nell’epoca romana, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti archeologici. Dopo un periodo di stasi conobbe nuovo impulso a partire dal XIII^ secolo, quando iniziò ad affermarsi sempre più decisamente la coltivazione del Moscato bianco, che prese poi l’appellativo “ di Canelli”. Documenti d’archivio dimostrano che già tra il XVII^ e il XVIII^ secolo la città “esportava” fuori dal territorio comunale la bellezza di ventimila brente (diecimila ettolitri) di Moscato, arrivando agli inizi del secolo scorso al record di 60.000 ettolitri prodotti.
Vitigni: Moscato, Barbera, Dolcetto, Cortese, Chardonnay.

Principali vini e denominazione:
VINI D.O.C.G.(di origine controllata e garantita): Asti, Moscato d’Asti;
VINI D.O.C.(di origine controllata): Barbera d’Asti, Dolcetto d’Asti, Cortese Alto Monferrato, Freisa d’Asti

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