La Città del Vino - Comune di Canelli

Il territorio : La Città del Vino - Comune di Canelli

Canelli, La città del vino

"Canelli è uno dei "santuari" mondiali del vino: in pochi altri casi l'enologia e la viticoltura hanno influenzato così profondamente il paesaggio, l'economia, la storia, la vita stessa di una comunità.

Sulle colline che circondano la città, la vigna esiste praticamente da sempre: dapprima per soddisfare un fabbisogno strettamente locale, poi, dal basso Medioevo, per alimentare un commercio sempre più fiorente e diffuso, destinato a diventare ben presto la maggior risorsa del territorio." (La civiltà del vino )

 

CANELLI, LA CITTA' DEL VINO

 

Canelli è una vera e propria "città del vino", oggi, come nel piu remoto passato, tutto ruota attorno al mondo del vino, ben 782,51* sono gli ettari vitati (più del 50% dell'intera superficie agricola utilizzata) di cui ettari 719,1* con vigneti a DOC e DOCG, 524* le aziende agricole, trentacinque le aziende vinicole con industrie spumantiere di fama internazionale, e poi una cinquantina di aziende eno-meccaniche, sugherifici, laboratori di analisi, l'enoteca regionale ed altro ancora. Due vini D.O.C.G., otto vini D.O.C., spumanti, vermout ed altri aperitivi, amari ed altri digestivi, grappe ed altri liquori. Poi c'è l'orgoglio cittadino di aver dato i natali al primo spumante italiano ed a ben otto cavalieri del lavoro e tutti provenienti dal mondo del vino...... e poi c'è il vitigno moscato (il cui nome completo è "moscato bianco di Canelli") che fa da cornice a questa città del vino occupando la stragrande maggioranza dei 782,51 ettari vitati del comune. ...per approfondimenti storici clicca qua...

 

* dati riferiti al 2000

E poi giri l'angolo, alzi lo sguardo e c'è la vigna, ci sono le colline, c’è l'odore della terra, della campagna che compenetra e si amalgama allo spazio urbano. C'è un paesaggio agrario tra i più antichi e belli del Nord Italia, frutto di una permanenza secolare e caparbia di molte generazioni contadine, che per secoli, forse per millenni, si sono consumate sulle medesime vigne, sugli stessi poderi dai confini immutabili. (La civiltà del vino)

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